Da
un po' di tempo Francesco sentiva di avere grandi cose da raccontare
al mondo e così, una mattina, dopo averci riflettuto a lungo per
l'ennesima volta, posò la tazzina di caffè nel lavello, rifece il
letto, ripiegò il suo pigiama e quello di Livia mettendoli sotto ai
rispettivi cuscini ed esclamò: <<Sì, scriverò un libro!>>.
<<Scriverò
un libro>> ripeté a Marcello, sollevando la tazzina di caffè
e muovendo furtivamente gli occhi intorno, nella sala affollata del
bar, per vedere se qualche persona, magari di sesso femminile, magari
bella, potesse ascoltare con ammirazione quello che aveva intenzione
di fare.
<<Ho
deciso di mettere per iscritto le conclusioni filosofiche a cui sono
giunto, di svelare alla gente l'inanità della propria esistenza, la
trappola sociale che stritola quotidianamente
le persone nella morsa dell'anonimato, le spinge alla ricerca di una
felicità effimera nel consumo, raggiungibile attraverso la schiavitù
incondizionata a un padrone
che esso stesso è schiavo del sistema, un sistema che...>>
<<France’,
che cazzo stai dicendo?>>, lo interruppe Marcello, che se n'era
stato ad ascoltare l'amico senza troppa convinzione, osservando, tra
uno sbadiglio e l'altro, i clienti che, seduti allo sgabello, si
scialacquavano i soldi al videopoker, <<non avevamo deciso di
non fumare più canne di prima mattina? Poi Livia s'incazza con me
perché ti vede sempre rincoglionito>>. Ma Francesco continuò
imperterrito: <<È
una cosa seria scemo! È arrivato il momento di far vedere a tutti
quanto valgo e mettere a frutto le mie capacità intellettuali. Ho
deciso di raccontare a tutti la verità!>>
<<Cioè
che sei un perdigiorno mantenuto per metà dalla tua ragazza e per
metà dalla tua famiglia?>>
<<Ma
no testa vuota! La verità è che la gente si ammazza di fatica dalla
mattina alla sera per tirare a campare, sacrificando per fame la
propria libertà, le proprie aspirazioni, il libero esercizio della
propria volontà!>>
<<Ma
France’, se i nostri cari si mettessero a fare la rivoluzione al
sistema, io e te come camperemmo?>>, lo incalzò l'amico.
<<Sei
un materialista che si perde dietro ai dettagli, è inutile parlare
di grandi cose con te, ne riparleremo a libro finito, e quando il
successo verrà a bussare alla mia porta finalmente capirete tutti
chi sono veramente io!>>
<<Sarà
come dici tu. Per adesso chi viene a bussare alla tua porta è Aziz,
gli devi ancora quattrocento euro per tutto il fumo che hai preso
l'estate scorsa. Se lo sa Livia... altro che lotta al sistema! Farai
meglio ad arruolarti nella legione straniera>>, e detto questo
Marcello si alzò dalla sedia e, avvicinatosi al bancone, afferrò un
bombolone alla crema e se l'infilò per metà in bocca. Intanto
Francesco borbottava fra sé: <<Capirai Aziz! Gli compro una
piantagione! Gli trasformo quel negozietto che ha in una gastronomia
di lusso e poi vediamo cos'ha da reclamare! Datemi solo un po' di
tempo e...>>, non poté finire la frase che sentì una mano che
gli si avventava piatta sulla sua nuca e poi una voce: <<Ebbravo
lo sfaccendato! Sempre a perdere tempo al bar, a fare la bella
vita!>>.
Francesco
si voltò di scatto alzandosi nello stesso tempo dalla sedia e vide
la faccia larga e calma di Andrea, il quale indossava una tuta verde
da operatore ecologico e gli sorrideva guardandolo con quella
espressione da orsetto bonario che lo caratterizzava. Francesco, che,
sorpreso mentre
era immerso nei suoi pensieri, per un attimo aveva temuto che si
trattasse di un impazzito Aziz che veniva a reclamargli con la
violenza i soldi, mandò a quel paese l'amico, tirandogli un destro
sulla spalla. <<Andiamo fuori a fumarci una sigaretta, me la
offri tu>>
gli disse come per chiedergli un risarcimento. <<Come al solito
d'altronde>> rispose l'amico, sempre sorridendo. Marcello
trotterellò fuori seguendo gli amici e si appoggiò a una transenna
davanti al bar rollandosi una sigaretta.
Non
si sa bene quanto tempo impiegò Francesco per non scrivere il suo
libro. Ciò che è certo è che quella sera stessa si mise subito al
lavoro, ma dopo un'ora davanti allo schermo bianco si disse:
<<Scriverò un libro, sì, ma forse comincerò domani. Per
oggi, invece, scriverò un post>>.
Antonio Rivolta, "Romanzo social", Ischitella, Edizioni Amascè, 2017.
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