Il
pianeta Terra
ormai era vicino e io già sentivo quelle immense vibrazioni che puoi
avvertire solo qui, in questa strana atmosfera. Emozioni,
le chiamano così.
Oh sì, mi avevano avvisato, sapevo
di quest'assurda alchimia che, unica, si è sviluppata in questo
angolo remoto del cosmo. Mi è stato spiegato che si tratta di
un'anomalia, qualcosa di totalmente inaspettato e incomprensibile. È
questo il motivo per cui ci mandano qui. Ci addestrano sin
dall'inizio, ma solo intellettualmente. Per cui, inevitabilmente,
tutti ci perdiamo. E così, a seconda dei casi, ci ritroviamo a
essere poeti, dannati, sfigati, pazzi, sbandati, barboni, disadattati
o
quant'altro. Fatto sta che quando arrivi qui, soffochi. Vieni
sbattuto violentemente al suolo e, prima ancora che tu possa reagire,
il tuo cuore puro è già avvelenato. Il mio maestro è stato
quell'erma bifronte che cedette sotto i colpi impietosi di "capei
d'oro a l'aura sparsi".
Ora tocca a me, ma non sono all'altezza e ho paura.
Il
pianeta terra ormai mi sovrastava e io ero già debole e stanco. La
prima cosa che vidi fu il sole e lui mi sorrise e io l'amai. Rimasi
per ore a parlargli e, sai, lui sorrideva. Finché non arrossì alle
mie parole d'amore e scomparve sotto il mare. Il mare. Languore
immenso, dolcezza infinita, sapore di morte inebriante… perché non
m'inghiottisti allora? Venne
sera e con essa si accompagnò la luna e per la terza volta il mio
cuore cedette. Pallida e tersa, si ergeva tra gli astri sfregiando il
buio. Poi giungesti
tu.
Ah eterne vicende mai vissute! Sottile languore, lieve tepore, vento
fresco che m'accarezza il viso, profumo e colori sgargianti! In te mi
perdo.
Oggi
ho in mente il tuo mistero, qui e ora. Seduto in questo prato, senza
di te io mi sento nel nulla. Chiudo gli occhi e immagino che tu,
d'improvviso, appaia qui. Sento quasi un tocco leggero sulla
spalla... e aprire gli occhi e vederti! E invece non mi resta che
questa immane solitudine e questa profonda e incolmabile distanza che
mi separa da ogni cosa, come una galassia in fuga nel più remoto
cosmo.
Una
volta, quindici miliardi di anni fa, siamo stati tutti insieme, nello
stesso punto. Oggi, fuggiamo in una disperata lotta contro il nulla,
ma il nulla è troppo grande, persino per l'universo intero.
Continuerò
a sognare per qualche anno ancora, dopodiché la danza ritmica che
anima i miei atomi cesserà. E ne verranno altri, provando quello che
provo io ora. Magari un atomo di carbonio o azoto che una volta
appartenne a me farà parte di loro. E io, lo saprò mai? Il mistero
è tutto ciò che sento...
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