Come sono inconsistenti i ricordi, che pure ci dominano. Chissà dov’è finito il passato, i giorni che furono, quegli attimi di cui allora pensammo: “Questo è il presente!”.
Non c’è mistero più grande dello scorrere del tempo: sono convinto che, se mai si svelasse questo, tutti gli altri enigmi della vita, grandi e piccoli, si dispiegherebbero uno per uno come panni stesi al sole in una mattina tersa d’estate.
In questo pomeriggio semibuio novembrino, come potrei descrivere quest’assurda sensazione a metà strada tra l’esperienza mistica e il torpore che prelude al nulla eterno?
Come un’intuizione che stenta a venire, fa capolino e di nuovo si cela; come essere piombati d’improvviso al di fuori del tempo, varcarne la soglia, fuggire al suo fluire, osservarlo dall’esterno e di lì riconoscere se stessi immersi nel suo scorrere…
Nessun commento:
Posta un commento