mercoledì 27 febbraio 2019

Romanzo social III

E così la nazione, mediante referendum popolare, aveva fatto la sua scelta. La votazione si era svolta nel seguente modo: voto su Feetbook: alluce in alto per conservare l'ordinamento democratico, dito medio se invece si preferiva optare per la nascente Scemocrazia. Il voto era stato pressoché unanime. I pochi dissidenti erano stati efficacemente repressi dalla Polizia dello Stato On Line: revoca dell'e-dentità e lavori social-media-mente utili; e forzati. Anche la campagna referendaria aveva assunto toni drammatici, ma alla fine Matteo Verini, dai rostri degli studi di Barbara Struzzo, Massimo Giacchetti, Maurizio Belpieno e Paolo Del Nebbio, era riuscito a far brillare il meglio della sua eloquenza. D'ora in avanti, le decisioni venivano prese esclusivamente dal popolo, su votazione on line, previo opportuno lavaggio del cervello mediatico, che il nuovo regime aveva preferito riformulare mediante la locuzione "igienizzazione del pensiero", e che aveva reso obbligatoria - si diceva con orgoglio - per motivi sanitari, onde evitare il diffondersi di pericolose epidemie, come il "buonismo", per esempio, che tanto aveva flagellato il pianeta agli inizi del terzo millennio, e di cui finalmente ci si era liberati, si sperava, per sempre.
    Il popolo aveva vinto. Nessuno sapeva cosa, ma tutti parlavano di vittoria, e in fondo un po' d'esultanza becera, dopo tanta merda quotidianamente ingoiata, non poteva che essere liberatoria.

Antonio Rivolta, "Romanzo social", Ischitella, Edizioni Amascè, 2017

Nessun commento:

Posta un commento